Multipotenziali: chi sono? Chi non sono? Quali sono i loro super-poteri?

“Perché alcuni di noi non hanno un’unica, vera vocazione?” 🤯
Questo è il titolo di un TEDX che in qualche modo, finalmente, mi ha aperto gli occhi e fatto fare un pochino pace con me stessa.
Il discorso in questione è di @emiliewapnick , esperta di #multipotenzialità , scrittrice e tante altre bellissime cose.
Il suo discorso illuminante, inizia chiedendo chi di coloro che stanno ascoltando, ha mai dovuto rispondere alla domanda

“cosa vuoi fare da grande?” (Spoiler: tutti!) .

Racconta la sua esperienza, dicendo che ha sempre avuto tantissime passioni, come le chiama lei “vocazioni”; si appassionava a qualcosa, diventava esperta, forte, brava in quel qualcosa e poi tutto d’un tratto quella stessa cosa che l’aveva appassionata, cominciava ad annoiarla.
Vi riporto qui un pezzo del suo discorso: “ Questo schema mi ha provocato molta ansia, per due motivi. Il primo era che non ero sicura di come avrei potuto trasformare tutto questo in un lavoro. Pensavo che alla fine avrei dovuto scegliere una cosa, negare tutte le mie altre passioni, e rassegnarmi a essere annoiata. L’altra ragione per la quale mi ha causato tanta ansia era un po’ più personale. Ero preoccupata che potesse esserci qualcosa di sbagliato, e qualcosa di sbagliato in me, per non essere capace di dedicarmi a una cosa. Mi preoccupavo di aver paura di impegnarmi, o che fossi effimera, o che mi auto-sabotassi, spaventata dal mio stesso successo.”

È successo anche a me. Succede anche a me. Ancora oggi, mi chiedo che fine facciamo tutte le altre vocazioni, passioni, cose che so fare. In base a cosa, a quale principio scegliere chi essere o cosa fare.
MA Emilie poi dice una cosa illuminante: chi ha mai detto che saper fare più cose è sbagliato? Ci ricorda che fare quella famosa domanda, quel “cosa vuoi fare da grande”, può distrarci da tutte le nostre possibilità e può invece focalizzarci su di un solo orizzonte di possibilità.
Emilie ci ricorda che possiamo davvero essere chiunque desideriamo essere, non necessariamente una sola cosa, possiamo essere un* scrittrice, cuoco e cantante, per esempio. O come dice lei, un* psicoterapeuta, liutaio e illustratore.

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Chi sono? Chi voglio essere? Come voglio farmi conoscere? In questo periodo sono sparita dai social. Sono sparita da qui. Avevo un senso strano di inquietudine nel pensare a pubblicare, a girare le storie, a pensare a qualcosa di interessante da dire. Ho pensato molto a se e in che modo parlarvi di quello che mi passava per la testa e per il cuore. Come comunicare con voi tramite uno schermo, ma come se fossimo faccia a faccia, cuore a cuore. Anche perché con molto di voi, ho costruito un legame: uno scambio di idee, una ricerca di approfondimento, un racconto di vita, … . E voglio provare a dirvelo così: Quando ho deciso di prendere seriamente tutto ciò che concerne Instagram, ho deciso che avrei seguito uno schema: di argomenti, di grafica, di colori, di parole. Ma non ci stavo più, non mi rappresentava e lo trovavo vincolante: e se avessi avuto un’idea fuori da quello schema? Qualcosa da raccontarvi? Una foto da mostrarvi? Quando ho aperto questo profilo (ed il blog), pensavo sarebbe stato un posto dove parlare solo di sessualità. Ma il mio lavoro, la mia vita, le mie passioni, sono tanto (troppo) altro. E quindi mi chiedevo… e se condividessi anche il resto di ciò che faccio? I progetti, la psicologia di comunità, gli interventi, la prevenzione, le formazioni, …? Nella foto che vedete avevo 18, quasi 19 anni. Sapevo che volevo fare la psicologa da grande, ma era tutto nebuloso. Da sempre, ho avuto mille passioni: la musica, i viaggi, la scrittura, il disegno, la fotografia, la cucina, la tecnologia, la comunicazione, … e trovavo infinitamente difficile dire una sola cosa che mi piacesse fare. Volevo fare la psicologa, ma anche la cuoca, la cantante, la musicista, la fotografa, la blogger, la scrittrice, … E quindi questa foto sono io. Felice. Con gli occhi pieni di speranza e la testa piena di idee. Adesso, dopo avervi detto queste cose, non sento più questo senso di inquietudine: non vedo l’ora di raccontarvi cosa ho fatto in questo mese. Che non ha molto a che fare con la sessualità ma molto con la comunità, la psicologia, le persone. Non siamo fatti di una dimensioni, ma di tante meravigliose sfaccettature. (Continua sotto❤️)

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Esistono i #superpoteri e tu potresti averne qualcuno.

Emilie, individua tre poteri delle persone multipotenziali: perché c’è bisogno di parlarne? Perché ancora in troppi momenti della nostra vita ci viene detto che avere più interessi e passioni è qualcosa di anormale e/o sinonimo di indecisione, superficialità, poca competenza, pigrizia, … .

1. “Uno: sintesi di #idee . 🤖 Cioè, combinare due o più campi e creare qualcosa di nuovo nell’intersezione.” Di questo ne abbiamo parlato più volte, ma lo ripetiamo. Saper combinare competenze, interessi, idee, intuizioni, formazioni, … è un valore aggiunto alla vostra professionalità. Riuscite ad immaginare il riuscire ad integrare la musica, il #pentagramma , il #solfeggio , la composizione, in un progetto architettonico? O la cucina, i sapori, le diverse cotture, i tempi, la pazienza, la temperatura, con il lavoro di terapeuta? .

2. “Il secondo potere dei multipotenziali è il rapido #apprendimento . 🕵️Quando noi multipotentiali ci interessiamo a qualcosa, ci diamo sotto. Osserviamo tutto quello su cui possiamo mettere le mani. Siamo anche abituati ad essere #principianti , perché siamo stati abituati a essere principianti molte volte in passato”, mi piace questa cosa dell’essere abituati ad essere principianti, qualcosa che ti mette in una posizione di vantaggio durante i momenti dove potenzialmente ti sentiresti in svantaggio!! .

3. “Il terzo potere dei multipotenziali è l’adattabilità; cioè, la capacità di #trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione”, che non significa non avere un’identità o essere senza personalità. 🧞‍♂️Non ha a che vedere con il “chi siamo” ma con il “cosa sappiamo fare”.

Photo by Life of Wu on Pexels.com

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