ParaFilia: oltre l’amore

Direi di iniziare facendo una premessa (come al solito): questo articolo, come gli altri in questo blog, sono scritti per rendere accessibili a tutti argomenti riguardanti la sessualità. Per gli “addetti ai lavori”, coloro che studiano e ne sanno di psicologia (e in particolare di psicologia della sessualità) certi argomenti o temi potrebbero essere trattati in modo superficiale e/o semplificato: questo perché vorrei che quello che scrivo possa essere capito da più lettori possibili. Premessa finita. Buona lettura amici e come al solito, fatemi sapere.

E.

Il tema delle parafilie e dei disturbi parafilici, è un tema controverso: sia per chi questi argomenti li studia, sia per chi ne parla per “sentito dire”. Per chi si occupa di psicologia clinica, il riferimento maggiore è il DSM-5, il manuale diagnostico dei disturbi mentali. Prima di parlarvi di quelle che sono (ad oggi) le parafilie riconosciute in questo librone (che come premessa scrive che le parafilie sono molte di più di quelle che sono scritte in esso), vi voglio dare solo un paio di definizioni: che cosa intendiamo con il termine parafilia e cosa intendiamo, invece, con disturbo parafilico. Per parafilia intendiamo “un intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti“. Ok, niente paura, non è complesso come sembra: una parafilia è un interesse sessuale che non rientra nell’atto sessuale considerato normofilico. La diversità la possiamo trovare: nel praticare attività inconsuete (nell’attività di corteggiamento, come l’esibizionismo o il voyeurismo; nel provocare dolore, come il masochismo o il sadismo) o nel preferire oggetti sessuali atipici (come per esempio il feticismo o l’interesse verso gli animali). Quando però una parafilia causa disagio, malessere all’individuo o la sua pratica provoca o rischia di provocare un danno a se stessi o agli altri, o viene praticata su un soggetto non consenziente, allora si parla di disturbo parafilico. Diciamo che una parafilia di per sé, quindi, non richiede necessariamente l’intervento di “uno bravo”.

Fatto questo cappello introduttivo (vi chiedo di tenerlo ben presente continuando a leggere: vi ricordo che nel caso in cui non vi sia consenso o si rechi danno a sé stessi o agli altri si parla di disturbo parafilico), passiamo a quegli argomenti che so essere quelli che vi interessano di più: quali sono le parafilie e cosa le caratterizza? Le parafilie di cui parleremo oggi sono quelle più comuni e che spesso diventano reati e sono:

  • il voyeurismo
  • l’esibizionismo
  • il frotteurismo
  • il masochismo ed il sadismo sessuale
  • il feticismo

Il voyeurismo

E’ un’eccitazione sessuale intensa e ricorrente che si manifesta nelle fantasie, nei desideri o nei comportamenti e che deriva dall’osservare, a sua insaputa (o meno), una persona nuda, che si sta spogliando o che è impegnata in attività sessuali. Per capirci, sbirciare dalla serratura del bagno, spiare qualcuno dalla finestra di casa o guardare dentro i camerini dei negozi. Il voyeurismo è più raro tra le femmine e più frequente nei maschi e non viene riconosciuto prima dei 18 anni, perché non può essere distinto dalla semplice curiosità. E’ anche vero che, come per molte altre parafilie, è più facile che venga riconosciuta in un uomo che in una donna, per una questione sociale: una donna che spia, che si fa guardare mentre si masturba o che cerca il contatto fisico con sconosciuti, viene vista meno male di un uomo che fa queste cose.

gif_voyeurismo

L’esibizionismo

E’ caratterizzato dalla fantasia dal desiderio o dal comportamento di esibizione dei propri genitali a una persona a sua insaputa: questo provoca alla persona un’eccitazione intensa e ricorrente. Anche in questo caso, nonostante la difficoltà di stima, si crede che nei maschi vi sia una maggiore prevalenza rispetto alle femmine per le quali risulta essere molto raro. Parlando con alcune ragazze, ho scoperto che molte nella loro vita hanno avuto incontri con uomini con un disturbo esibizionista: nel caso in cui il classico “uomo con l’impermeabile” apra la giacca e vi mostri i suoi genitali, l’unica reazione che bisogna avere è l’indifferenza, fate finta di non vederlo! Quello che cercano è una reazione di qualsiasi tipo che sia di disgusto, che di riso o di rabbia.

gif esibizionismo.gif

Il frotteurismo

E’ il provare eccitazione ricorrente ed intensa, attraverso fantasie, desideri o comportamenti, che deriva dal toccare o strusciarsi contro una persona non consenziente. Atti frotteuristici si ipotizza possano essere stati agiti da almeno il 30% degli uomini della popolazione generale; per i soliti motivi citati sopra, risulta difficile ad oggi stimare la quantità della parafilia nel genere femminile. I luoghi nei quali può succedere più frequentemente sono gli autobus, i treni, le metropolitane e in generale i luoghi affollati.

frotteurismo-capa-624x624.jpg

 

Il masochismo e il sadismo sessuale

Eccitazione sessuale ricorrente e intensa, attraverso fantasie, desideri o comportamenti, proveniente dall’essere umiliato, percosso, legato o provare sofferenza in altro modo. Fa parte di questa parafilia l’asfissiofilia, cioè la pratica che prevede il soffocamento; ogni tanto nella cronaca, si sente parlare di incidenti dovuti a questi comportamenti rischiosi. Il soffocamento viene spesso cercato legandosi al collo capi di abbigliamento o corde, da soli o con l’aiuto del partner. Un’altra pratica “famosa” è la sottomissione: attraverso questa violenza soprattutto psicologica, il soggetto prova un grande piacere restando in balia di qualcun altro. Il sadismo invece, prevede una forte e ricorrente eccitazione derivante dalla sofferenza fisica o psicologica di un’altra persona. Il BDSM (Bondage & Disciplina; Dominazione & Sottomissione; Sadismo & Masochismo) è un insieme di pratiche che racchiudono alcuni comportamenti parafilici appartenenti a questa sottocategoria: particolari preferenze sessuali che prevedono la sottomissione, il dolore, il soffocamento, … sono pratiche in crescita in Italia, anche se ancora non riconosciute o accettate dai più. Il BDSM prevede una serie di regole rigide e di chiare divisioni di ruoli: la relazione tra i partner è verticale, uno ha il potere (mistress o master) sull’altro (slave) e la relazione si dice D/s (dominazione/sottomissione). Durante le pratiche BDSM, viene stabilita una o più “safe word” che permettono a colui o colei che si trovi nel ruolo di sottomesso, di sottrarsi alla situazione e uscire dal ruolo, nel caso in cui vengano superati limiti fisici o morali.

bdsm

Il feticismo

Si esprime attraverso fantasie, desideri o comportamenti sessuali nei quali l’eccitazione si raggiunge utilizzando oggetti inanimati o con un’interesse molto specifico per parte o parti del corpo che non siano i genitali. Si manifesta anche come preferenza per alcune condizioni o caratteristiche (per esempio cicatrici, particolari caratteristiche fisiche, …), fluidi corporei (es. urina, saliva, …) o particolari gestualità. Non viene considerato feticismo quello rivolto a oggetti fatti apposta per l’uso sessuale (come per esempio i vibratori). Può manifestarsi come una preferenza per leccare o odorare i piedi oppure nel desiderio di indossare indumenti di gomma o stivali di pelle. Negli ultimi anni è nata una vera e propria cultura fetish: in internet si trovano eventi, siti e blog molto facilmente. In Giappone (e non solo) ci sono le macchinette che distribuiscono mutandine usate! Proprio la settimana scorsa, in un bagno di una stazione di servizio, campeggiava un numero di telefono con scritto “compro mutandine usate”!

marilyn.gif

Il mondo delle parafilie è affascinante, finchè non si cade nei disturbi parafilici, nel dolore e nella sofferenza. Alla scuola di sessuologia, ci hanno insegnato di tenere ben presente che la trasgressione ha un metro totalmente soggettivo e che, man mano che si trasgredisce, si alza la propria asticella. Su questo tema c’è molto su cui discutere e riflettere, ma sono convinta di una cosa: che se non provoco danno a me o agli altri, se quello che faccio mi rende felice e se il mio partner è consenziente, allora chi sono gli altri per dirmi che sono sbagliato?

Vi lascio con una provocazione, l’introduzione del capitolo sulle fantasie sessuali di “Generazione Sex”:

“Se è vero che le fantasie sessuali sono una cosa pressoché universale, è sorprendente che tendiamo a vergognarcene. D’altra parte, perché dovremmo avere fantasie su una cosa che tutti gli altri approvano?”

E.

disney-elite-daily

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...