“Tramonti, orgasmi e bombe a mano”: quattro chiacchiere sul piacere femminile

(Farò una breve introduzione teorica, interessante e utile a comprendere i discorsi futuri. Però, se volete andare alla “ciccia” del discorso, al clou… non mi offendo. Lo trovate poco più in basso.)

“Una definizione di orgasmo? È qualcosa a metà fra una bomba a mano e un tramonto” B. R.

I più famosi studiosi di sessuologia sono stati Master e Johnson, marito e moglie americani che nel 1960 decisero di esplorare l’inesplorato. Camuffandolo come studio per la riproduzione e di biologia riproduttiva (allora era ancora più difficile di oggi, se non impossibile, svolgere uno studio sulla sessualità), idearono uno studio complesso che tramite riprese video, misurazione del battito, della pressione, della temperatura… ha studiato la fisiologia della risposta sessuale. La coppia, in un esperimento che oggi non sarebbe possibile replicare per motivi etici, seguendo una rigida procedura sperimentale, ha registrato uomini, donne e coppie durante la masturbazione e i rapporti sessuali. La mia insegnante mi diceva sempre che è impressionante vedere i filmati degli esperimenti: questi scienziati in camice che osservano attentamente la coppia che ha un rapporto o qualcuno che si masturba. Hanno analizzato diverse posizioni, diverse condizioni di stimolazione, … e nel 1966 hanno pubblicato il primo risultato dei loro studi: la teorizzazione del ciclo di risposta sessuale.

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I coniugi, furono tra i primi a parlare di orgasmo; teorizzarono una sequenza temporale di quattro fasi diverse: riposo o risoluzione, eccitamento, plateau (eccitamento massimo) e orgasmo. Questo modello fu poi integrato dagli studi svolti da Kaplan nel 1974 che aggiunse la fase iniziale del desiderio. Oggi nel DSM (il librone per la diagnosi in psicologia) le fasi sono: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione. Si! Perché è importante ricordarci che tutto parte sempre ed inevitabilmente dal desiderio…

Female+Sexual+Response

Oggi parliamo di orgasmo femminile, un temone.

CHE COS’E’ L’ORGASMO?

In Francia la chiamano “la petite mort” (la piccola morte), Bataille diceva che è “l’affermazione della vita fin dentro la morte”, la mia insegnante Giada Mondini ci diceva che l’orgasmo è “la perdita di coscienza di sé, la dissolvenza del confine tra me e il mondo. E’ fiducia in me e nell’altro”. Detta così, mi rendo conto che le aspettative potrebbero alzarsi e forse pure un po’ l’ansia. Ma sono immagini poetiche per descrivere un sentire impossibile forse da descrivere a parole. Dal punto di vista fisiologico, si tratta di contrazioni che coinvolgono la muscolatura del perineo e l’utero e provocano la massima dilatazione della vagina.

GLI ORGASMI SONO TUTTI UGUALI?

No! Variano da donna a donna e addirittura per la stessa donna, nell’arco della vita. Ma soprattutto, il non riuscire a raggiungere l’orgasmo da giovani è un avvenimento comune: serve esperienza e una buona conoscenza di sé. Master e Johnson hanno rilevato centinaia di diverse risposte fisiologiche e hanno sostenuto che ancora ce ne son infinite che non sono riusciti a registrare. Il vissuto dell’orgasmo è in generale un’esperienza totalmente soggettiva, che può dipendere da diversi fattori: dalla relazione che si ha con il partner, dallo stress, dall’ambiente che ci circonda, dal desiderio, …

COME SI RAGGIUNGE L’ORGASMO?

Bella domanda. Ci sono due premesse da fare: la prima riguarda il fatto che il non riuscire a raggiungere l’orgasmo non è sinonimo di insoddisfazione. Se non si parla di particolari situazioni in cui questa condizione di anorgasmia (incapacità di raggiungere l’orgasmo) crei sofferenza o disagio alla donna, i rapporti possono essere molto (ma davvero molto!) piacevoli anche senza il raggiungimento dell’orgasmo. La seconda premessa riguarda il fatto che il raggiungimento di questo richiede molto spesso una buona conoscenza del proprio corpo, di ciò che più ci piace. Per questo, le indicazioni che circa il 33% delle donne non si è mai masturbata in vita sua, può essere indicativo del fatto che molte donne non conoscano il proprio corpo e “i punti giusti”. Ad aumentare la probabilità di avere un orgasmo sono: essere innamorati del proprio partner, fare esercizio fisico e mangiare sano, guardare immagini erotiche, è tutto ciò che serve per far crescere l’eccitazione.

La Kaplan fu la prima a parlare di quattro ipotetici tipi di orgasmo: assenza di orgasmo, orgasmo clitorideo, orgasmo coitale e orgasmo con fantasie. L’assenza di orgasmo riguarda quelle donne che, appunto, non riescono a raggiungere l’orgasmo; l’orgasmo clitorideo, cioè quell’orgasmo che si raggiunge con la stimolazione diretta del clitoride (ho scritto una breve guida alla vulva e ci trovate anche il clitoride, la trovate qui Guida alla vulva e alla vagina: le dieci cose che devi sapere (parte 1) ), è quello percentualmente più frequente; l’orgasmo coitale o vaginale che avviene solo tramite le spinte coitali (quindi con l’introduzione in vagina), senza necessariamente una stimolazione del clitoride, nel quale sembrerebbe coinvolto il famoso punto-G (le statistiche mostrano che questo tipo di orgasmo riguarda circa il 25% delle donne); e l’orgasmo con fantasie o orgasmo psichico, che riguarda quelle donne che riescono a raggiungerlo usando la fantasia. Questi tipi di orgasmi non sono tutti, come dicevo prima, è un argomento vasto: sono quelli più diffusi. Andrebbe aggiunto per esempio, l’orgasmo anale o l’orgasmo provato dal cosiddetto punto U (che può provocare lo squirting) ma il dibattito è ancora aperto.

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MA IL PUNTO-G ALLORA? A COSA SERVE?

Il punto-G (o G-spot in inglese) è un argomento molto controverso. Sono stati fatti molti studi che spesso si contraddicono tra loro: c’è chi dice che esiste ed è più che un punto, un’area particolarmente innervata e chi invece sostiene che non esiste. Gli studi recenti confermano la sua esistenza, ma sembrerebbe non essere presente in tutte le donne, anzi. E’ un’area a pochi centimetri dall’ingresso della vagina verso l’alto, vicino all’uretra. Essendo una zona particolarmente innervata, è molto sensibile alle stimolazioni e, se presente, può innescare l’orgasmo.

COS’E’ LO SQUIRTING?

Recenti studi hanno dimostrato (anche se con alcune riserve, essendo anche questo un argomento controverso e poco studiato) che lo squirting (dall’inglese “fontana”) è una emissione involontaria di liquido prostatico che avviene a seguito della stimolazione sessuale della parete anteriore della vagina e che porta all’orgasmo. Secondo recenti studi, lo squirting dipende quindi da una corretta e precisa stimolazione e dipende da uretra e vescica. MA non è sinonimo di piacevolezza o qualità del rapporto: dalle ricerche emerge la possibilità che sia una pratica possibile ad una vasta percentuale di donne, nel caso in cui ci sia una buona conoscenza del proprio corpo e una stimolazione adeguata.

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ORGASMO E PORNOGRAFIA

Alcune curiosità. E’ stato svolto uno studio, che ha analizzato le diverse rappresentazioni dell’orgasmo nei video porno. Quello che è emerso è che: di 20 orgasmi femminili mostrati nei video, il 45% è stato raggiunto attraverso il rapporto vaginale, il 35% attraverso il rapporto anale, il 5% attraverso il sesso orale e il restante 15% attraverso una combinazione di stimolazioni. Gli orgasmi che hanno coinvolto una qualche forma di stimolazione del clitoride o della vulva rappresentavano solo un quarto (il 25%) di tutti gli orgasmi femminili. Per le donne, gli indicatori di orgasmo più comuni rilevati sono: i gemiti (rappresentati nel 100 per cento degli orgasmi) seguiti da contorsioni facciali (90 per cento) e iperventilazione (85 per cento). L’indicatore meno rappresentato è lo squirting (5 per cento), seguito dall’assenza di respirazione nella fase preorgasmica (55 per cento). Infine dei 39 incontri sessuali rappresentati, in cui almeno un partner ha provato l’orgasmo, solo uno si è concluso con un orgasmo femminile e uno con quello di entrambi gli attori.

Questi dati non possono che indicarci una rappresentazione irrealistica e “coito-centrata”  (focalizzata su orgasmi vaginali, che percentualmente sono minori nella “vita reale”) dei rapporti sessuali e del piacere femminile.

Queste sono alcune informazioni utili, pratiche ed esemplificate. Certo è che ognuna di noi è unica e diversa, conoscere sé stesse, il partner e saper avere un buon dialogo con il proprio compagno sono elementi fondamentali per provare piacere che non deve necessariamente tradursi in orgasmo.

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E.

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