Contraccettivi: tutto quello che devi sapere per scegliere

Poter scegliere il metodo contraccettivo che più ci si addice, è un atto di libertà che abbiamo conquistato con fatica, soprattutto noi donne e per questo, abbiamo il diritto di essere informate. Per esempio, la pillola anticoncezionale che nel 1968 diventa il simbolo della rivoluzione sessuale solo nel 1971 diventa legale. Possiamo quindi definirla una libertà recente!

La scelta del metodo deve tenere conto di diversi aspetti: in primo luogo il pericolo di contagio dalle malattie sessualmente trasmissibili, quindi in caso di rapporti occasionali o con un partner che non si conosce, è sempre meglio utilizzare il preservativo; in secondo luogo, l’efficacia del metodo contraccettivo e il rischio che non funzioni; il tipo di relazione che si ha con il partner; le possibili controindicazioni o vantaggi dei diversi metodi anticoncezionali; la praticità di utilizzo e la serenità nel rapporto.

In generale, ci sono quattro diversi tipi di metodi anticoncezionali:

  1. la contraccezione ormonale;
  2. i metodi barriera (!SOLO IL PRESERVATIVO, che è un metodo a barriera, PROTEGGE DALLE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI);
  3. la spirale;
  4. metodi naturali;
  5. la sterilizzazione.

Parliamone brevemente insieme.

1) La contraccezione ormonale:

Questo tipo di contraccettivi vengono generalmente consigliati (se con solo scopo anticoncezionale) all’interno di coppie stabili: questo perché NON proteggono da malattie sessualmente trasmissibili. Non influiscono sulla futura possibilità di rimanere incinta: sono infatti rapidamente reversibili. Sono tra i contraccettivi percentualmente più efficaci.

La pillola anticoncezionale. Questa può essere di due tipi: progestinica (detta anche “minipillola”) o combinata estroprogestinica; in entrambi i casi, la sua azione anticoncezionale è data dall’inibizione dell’ovulazione come effetto primario. Questo metodo risulta tra i più efficaci solo se assunta ogni giorno circa alla stessa ora, senza dimenticanze o vomito e diarrea nelle ore subito successive all’assunzione.

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Il cerotto a rilascio transdermico. Il cerotto rilascia giornalmente una combinazione di progestinico ed estrogeno; anche in questo caso la sua funzione primaria è quella di inibire l’ovulazione. Deve essere applicato su pelle pulita, asciutta e priva di escoriazioni (es. sui glutei o sull’addome); questo va applicato una volta a settimana per tre settimane, lasciano l’ultima settimana di pausa durante la quale compariranno le mestruazioni.

Anello vaginale. Ha forma di un anello, è fatto di un particolare materiale medico che impedisce irritazioni, infezioni ed è privo di lattice. Rilascia in modo constante una bassissima quantità di estrogeno e di progestinico che inibiscono l’ovulazione, permettendo la sua funzione anticoncezionale. L’anello va inserito in vagina ed estratto dopo tre settimane: è infatti durante la quarta settimana che ci saranno le mestruazioni.

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Impianto sottocutaneo. E’ un impianto sottocutaneo di circa 4cm e spesso 2mm che ha un’efficacia contraccettiva che può arrivare fino ai tre anni. Contiene solo progestinici che vengono gradualmente rilasciati inibendo l’ovulazione. Sia per l’inserimento che per l’estrazione, ci si deve affidare al proprio ginecologo.

2) I metodi barriera. 

Preservativo maschile. E’ una guaina (simile a un cappuccio) che ricopre il pene e viene indossato con il pene in erezione, formando una barriera che non permette agli spermatozoi di entrare in contatto con la vagina. Ha il 2-15% di possibilità di fallimento, a seconda della correttezza d’uso. E’ monouso: per nessuna ragione il preservativo può essere riutilizzato. Può interferire nella qualità del rapporto: ci sono diverse taglie e tipi di preservativi, che possono rendere più o meno piacevole il suo utilizzo. E’ importante conoscersi, conoscere il proprio corpo, le proprie esigenze e quelle del partner, per poter scegliere il tipo che più ci si addice. E’ l’unico metodo che protegge entrambi i partner dal contagio di malattie sessualmente trasmissibili. 

Preservativo femminile. E’ una guaina simile al preservativo maschile ma che viene inserita all’interno della vagina. Presenta due anelli alle estremità: il primo si ferma sul collo dell’utero, il secondo lo fissa fino ai genitali esterni, all’ingresso della vagina. Questo metodo è meno sicuro del preservativo maschile, sia perché è più complicato da usare, sia perché è più facile che si sposti e perda di efficacia. Come per il preservativo maschile, anche quello femminile non può assolutamente essere riutilizzato.

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Il diaframma. Un metodo poco utilizzato, sia perché è più difficile l’applicazione, sia perché può spostarsi durante il rapporto. Il diaframma è un anello sul quale è montata una pellicola in lattice o silicone; va inserito fino al collo dell’utero prima di avere un rapporto e va tenuto il meno possibile, non più di qualche ora. Può essere riutilizzato se lavato con acqua fredda e sapone neutro e asciugato bene.

3) La spirale

Dispositivo intrauterino al rame. E’ un dispositivo che va inserito dal ginecologo entro sette giorni dalla comparsa del ciclo, senza l’utilizzo di ormoni; questo tipo di spirale, agisce localmente riducendo la mobilità degli spermatozoi e rendendo l’endometrio inadatto all’impianto dell’ovulo. E’ un metodo potenzialmente a lungo termine: dai 2 fino ai 15 anni, nel caso in cui la donna si trovi bene.

Dispositivo a rilascio progestinico. E’ un dispositivo intrauterino a forma di “t” che effettua un rilascio constante di un ormone progestinico; va inserita dal ginecologo entro 7 giorni dall’inizio delle mestruazioni e richiede controlli periodici. Può essere tenuta 3-5 anni. Ha un’efficacia contraccettiva molto alta, più dei metodi a barriera. Viene utilizzate in alcune situazioni, per regolarizzare il flusso abbondante.

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4) I metodi naturali.

Sono generalmente meno sicuri e vengono utilizzati da coppie più mature e stabili; questi metodi possono essere usati anche per lo scopo contrario: una gravidanza. Questo perché cercano di calcolare i giorni fertili in modo da evitare di avere rapporti in quel periodo e avere meno probabilità di rimanere incinta.

Il coito interrotto. Consiste nell’interruzione del rapporto prima dell’eiaculazione. Non è un metodo sicuro, anzi! Soprattutto per le coppie giovani è molto pericoloso: sia per via delle perdite che possono verificarsi prima dell’eiaculazione e che sono impercettibili all’uomo, sia per il pericolo delle malattie sessualmente trasmissibili. Ha implicazioni anche sulla qualità del rapporto, in quanto può provocare stress e rendere più difficile l’orgasmo.

Altri metodi sono: metodo ogino-knaus, calcolo della temperatura basale, metodo billings, metodo sinto-termico, i kit per i picchi LH.

Quindi di possibilità ne abbiamo tante, ce ne sono per tutti! L’importante è essere consapevoli delle scelte che abbiamo e delle conseguenze che possono da esse derivare.

 

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Sitografia:

http://sicontraccezione.it/index.php

 

 

 

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