L’identità sessuale, argomenti utili per rispondere alla teoria del gender

Ne hanno parlato in termini di “teoria del gender”, ne hanno parlato in modo sbagliato, confusionario, poco informato o con tecniche di terrorismo infondato. Proviamo a mettere un po’ di ordine…

Prima di iniziare il pippone teorico, un paio di veloci premesse… la nostra mente è nata dividendo il mondo. In parte ne abbiamo bisogno per sopravvivere, per mettere ordine nella complessità che ci circonda. Entrare nel mondo della sessualità, nell’identità di genere, mette in discussione alcune dicotomie, alcune “regole” con cui abbiamo guardato il mondo fino ad adesso. Bisogna essere pronti a mettere in discussione il nostro cervello, insegnandoli a pensare in modo diverso.

A comporre l’identità sessuale sono quattro dimensioni che vengono ritenute fluide. Questo significa che possono mutare nel tempo, come no. Ma che soprattutto non sono cambiamenti che avvengono in modo volontario, sono cambiamenti che dipendono dall’intreccio di diversi fattori, psicologici, sociali, culturali, biologici, … e che fanno parte di un percorso di vita. Queste componenti sono: sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale.

Per sesso biologico si intendono diversi elementi, tra cui per esempio l’aspetto ormonale, quello gonadico, … In generale, quindi, il sesso biologico comprende tutti quegli aspetti che fanno parte del nostro corpo in senso fisico. Ognuno di noi ha aspetti che vengono generalmente attribuiti al sesso opposto. Per esempio, il livello di testosterone, che è un ormone in prevalenza maschile, può essere presente in misura variabile anche nelle donne. E’ quindi vero che in qualche misura, anche gli aspetti biologici possono essere fluidi durante la vita di ogni individuo.ormoni.jpg

Con identità di genere, si intende la risposta che ognuno di noi da alla domanda “come ti senti?”. Fin dalla nascita, veniamo condotti verso una visione “rosa” o “azzurra” di noi stessi. Ma possiamo affermare che è una visione molto restrittiva, che non rende valore a quella che è invece una variabilità molto ampia. Ad oggi infatti, ci sono molte possibilità, tra cui l’identità fluida (o gender fluid), per cui le persone non si definiscono in modo permanente appartenenti ad uno o all’altro genere, le persone “a gender” che non si identificano in nessun tipo di genere, chi si definisce persona “no binary”, cioè che non viene soddisfatto da una visione dicotomica (o maschio o femmina), … ancora una volta, quindi, viene confermato il fatto che quando si parla di identità sessuale, non si può non tenere conto della possibilità di cambiamento.

! Interessante tenere a mente il termine cisgender, che viene utilizzato nel momento in cui sesso biologico e identità sessuale coincidono. Mentre il termine transgender viene utilizzato quando non c’è coincidenza; in questo caso, ci si rivolge alla persona tenendo come indicativa l’identità sessuale: es. quando mi rivolgo ad una persona nata biologicamente donna ma che si sente uomo, dico un uomo transessuale. Importante da tenere a mente, soprattutto per notare gli errori che spesso fanno giornali e i media in generale.

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La terza componente è il ruolo di genere, ovvero i ruoli e le aspettative femminili o maschili stabiliti socialmente e l’espressione del genere tramite, per esempio, l’abbigliamento, il linguaggio, la postura, … è interessante notare come fin dalla nascita il genere viene “performato”, vengono cioè attribuiti caratteri ben specifici a seconda del sesso assegnato alla nascita, che è innegabilmente influenzato dalla cultura di appartenenza, dall’epoca storica, … . Per es. quando viene detto ad una ragazza di camminare composta oppure di non stare seduta con le gambe aperte; di utilizzare un linguaggio “adatto alle femmine”, …

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Il quarto ed ultimo aspetto che compone l’identità sessuale è l’orientamento sessuale; con orientamento sessuale intendiamo l’attrazione AFFETTIVA ed erotica verso persone del sesso opposto, dello stesso sesso oppure verso nessuno. Di orientamento sessuale parliamo come un aspetto multidimensionale. Questo significa che è composto da diversi aspetti: l’attrazione erotica, le fantasie, la preferenza affettiva, con chi ho rapporti sessuali, come mi definisco. In questi aspetti non c’è necessariamente linearità, questo vuol dire che il nostro orientamento può differenziarsi se mi riferisco ad una o all’altra dimensione; per es. ho rapporti sessuali con uomini ma spesso le mie fantasie sessuali sono rivolte verso le donne. Quindi, quanto possono essere utili le etichette? Quanto possono essere realmente esplicative della complessità?

! E’ importante tenere presente l’aspetto della fluidità sessuale, che prevede che non vi sia stabile una definizione uguale nel tempo.

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“Questo cuore merita la stessa cura, indipendentemente da chi ama”. (Massachusetts Department of Public Health, 1997)

 

 

Bibliografia

Psicologia della sessualità. Marta Panzeri, 2013. Il Mulino

Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento. Margherita Graglia, 2012. Carocci Faber

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